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sabato 10 settembre 2011

Gli animali falsi (favola)

C'era una volta un tale che, tra un pensiero e un altro, ammirò il creato e, al  veder l'enorme ricchezza degli animali, cominciò a ragionare a questo modo: "... Se sono così belli, se sono così diversi, se sono pieni di vita, se, se, se ... allora è bene che anch'io cerchi di imitarli in qualche modo!".
Se sono così forti, se litigano per vincere, se uccidono per divorare, se, se, se ... allora è bene che anch'io non manchi di imitarli nel bisogno!".
Così dopo aver pensato e dopo averlo detto ... si ammantò di una splendida criniera, lasciò crescere gli artigli sulle mani e le corna sulla testa e al solo ululare della sua voce rabbrividivano quei poveretti che lo avevano sentito anche da lontano.
Basta! La sua fama fece il giro della terra, acquistò credito e, infine, s'impose con facilità.
Ecco, perché oggi di uomini veri ce ne sono così pochi! Didipende dal fatto che sono cresciuti enormemente di numero gli animali falsi.


Altre favole in due libri si possono leggere su: http://paginarioarte.blogspot.com/

mercoledì 11 maggio 2011

Bambini e burattini (favola)

Un magnifico papà burattinaio
C'era una volta un magnifico papà che era anche un famoso burattinaio. 
Finita la giornata, lasciava il teatro, ammucchiava i burattini sul palcoscena, calava il sipario e spegneva le luci per andare dai suoi bambini.

Così, se anche voi andrete in quel paese vedrete, sul calar della notte, un teatro al buio con le marionette di una scena che finisce presto e, una casa innondata di luce e di gioia, che non finisce mai.

domenica 13 marzo 2011

C'ERA UNA VOLTA

I due ladri
Certamente voi sapete che , quando i pescatori si trovano, si raccontano l’un l’altro le loro imprese e si gloriano dei grossi pesci che hanno pescato.
Ebbene pressappoco in uguale maniera si comportano, o almeno si comportavano una volta, anche i ladri.


Allora.
C’erano una volta due ladri che, essendosi incontrati quasi per caso, si misero a parlare e a vantarsi per tutto quello che avevano rubato.
Uno di loro, però, senza una adeguata preparazione tecnica, non era mai riuscito a far grandi danni al suo prossimo e, dopo esser stato molte volte in prigione, era rimasto povero di soldi e ricco di delusioni.
L’altro invece, che aveva lavorato solamente su basi rigorosamente scientifiche, non era mai stato né scoperto né sospettato e per di più era sempre riuscito ad evitare la prigione.
Ma perché non sapeva il valore di quello che rubava e nemmeno sapeva bene impiegare i soldi che aveva guadagnato, si trovava anche lui senza una lira e non poteva far altro che lamentarsi di aver lavorato invano.
Finiti tutti questi bei discorsi, perdurando la crisi, ma passando purtroppo in fretta il tempo, il primo decise di cambiare mestiere, il secondo invece, che non voleva abbandonare la sua scienza di ladrone perfetto, non volle mettere nemmeno in dubbio di abbandonare la sua arte imparata con tanta fatica.
Così il primo si mise a lavorare, tanto da guadagnarsi uno stipendio e, poi persino la stima della gente.
Il secondo rimase sempre un poveraccio, con le tasche vuote, ma con la testa piena di stima solo di se stesso e di disprezzo per tutti gli altri. Eppure, tutti, non solo gli onesti ma anche i ladri suoi compagni, si erano ormai abituati a trattare con lui, come con un fallito gonfio di inutile boria.
E, se si vuole tirare una conclusione non è certamente la scienza ad esser sotto accusa, semmai chi se ne serve. Se infatti essa è una sicurezza per i buoni, per i superbi è solo un pretesto, per giustificare la cattiveria e per nascondere il fallimento delle loro fatiche.

domenica 27 febbraio 2011

C'ERA UNA VOLTA

Tre topi che guardavano il mondo (favola)
C'erano una volta tre topi. 
Il primo non usciva mai dal suo buco se non di notte per paura della luce e, forse sol per questo, diceva che il mondo è brutto e pieno di pericoli.
Il secondo usciva appena appena fatta sera, alla luce del crepuscolo, quando aveva fame, per cercare qualcosa da mangiare e così affrontava il mondo con fatica e spinto solo dalla necessità.
Il terzo topo invece usciva al sorgere del mattino, appena compariva il sole e ritornava a casa sua solo a sera per raccontare a tutti che il mondo è bello e val la pena viverlo ogni giorno.
Così, anche tra noi, ci sono alcuni che si lamentano facilmente, altri che vivono d'arrabbiati, e ancora alcuni pieni d'ottimismo. Dipende dalla luce che usano per guardare il mondo della realtà.

lunedì 10 gennaio 2011

C’era una volta



LO STAGNO E IL MARE
C’erano una volta due amici, il primo aveva una casetta con un giardino, vi scavò una fossa la riempì di acqua e ne fece uno stagno; comperò due pesci rossi, vi seminò delle ninfee così, se il tempo era bello, si fermava, seduto su una panchina, a guardare in pace i pesci, i fiori e l’acqua. Quell’uomo amava il suo laghetto, perché l’aveva fatto con le sue mani.
In quel tempo, il secondo degli amici andava a sedersi davanti al mare; contemplava il sole sorgere il mattino e la sera coricarsi nel suo letto, assisteva al gioco delle onde, all’infuriar del vento e, in ogni tempo, godeva di stargli vicino. Quell’uomo amava Dio che aveva creato il mare. 
Così, su questa terra, ognuno di loro si sente a casa, che per il primo finiva al cominciar d’uno steccato, per l’altro ancora non terminava nemmeno all’orizzonte di un intero mondo.